
Una semifinale di Champions League conquistata con una gara memorabile. Questo è il verdetto della partita di martedì sera tra Roma e Barcellona.
La squadra capitolina è riuscita nell’impresa di battere la corazzata blaugrana permettendomi di assistere a qualcosa che onestamente reputo incredibile.
Un’impresa che a mio avviso dimostra ancora una volta quanto un allenatore sia importante e, indipendentemente dal valore dei propri giocatori, abbia un peso specifico fondamentale nel raggiungimento di determinati obiettivi…e questa affermazione già sa di sentenza sulla mia opinione!
Alla fine della gara, mentre mi accingevo a riprendere la macchina lungo Viale dei Gladiatori, ragionavo sui motivi di questa impresa e sono sicuro lo abbiate fatto in molti anche voi 🙂
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Ma quali sono state le chiavi del successo giallorosso?
Ragioni tattiche, aspetti tecnici, motivazionali o ancora legati alla prestazione fisica?
La lettura può aprire sicuramente a scenari infiniti e che intersecano tutti gli elementi sopra riportati, ma provo a sintetizzarvi di seguito il mio (personale) punto di vista :
Sistema di gioco
Mister di Francesco ha spiazzato tutti schierandosi con un 3-4-3, a tratti 3-4-1-2, che a mio avviso ha completamente destabilizzato i piani di Mr Valverde.
Nell’arco dei 90 minuti il Barcellona non è riuscito, ma non c’ha mai provato, a creare una contromossa. Nato con un 4-4-2 statico, terminato con lo stesso identico atteggiamento in entrambe le fasi di gioco (possesso e non possesso palla).
Questo aspetto ha inciso molto.
La mossa tattica aveva come elemento principale (dalla mia lettura) quello di permettere ai tre difensori Manolas, Juan Jesus e Fazio di giocare in superiorità numerica contro Messi e Suarez. Questa scelta ha permesso di mantenere un grado di marcatura su due dei principali punti di forza del Barcellona, elevatissimo.
Parallelamente non si è lasciato campo aperto per eventuali inserimenti dei centrocampisti nel caso in cui uno dei due attaccanti avesse “portato fuori” il diretto marcatore (che bello poter utilizzare questa terminologia, che mi riporta al vecchio e caro calcio all’italiana dei bei tempi 🙂
A conti fatti la mossa si è rivelata “azzeccata” perché entrambi non hanno assolutamente avuto nessuna occasione degna di nota.
In questo scenario tattico la Roma aveva la possibilità di ripartire velocemente in transizione sfruttando l’ampiezza oppure, nel caso di palle sporche, tutta la fisicità di Dzeko che comunque riusciva a far salire la squadra con una continuità e una costanza disarmante.
Interessante, sempre guardando lo screenshot di sopra, come la Roma attuasse un pressing con altissima densità lato palla; in questa caso con 8/11 della squadra.
Reparti strettissimi
Martedì sera la Roma è riuscita, per tutta la durata della gara, a mantenere le linee dei reparti veramente strette.
In quegli spazi era impossibile per i giocolieri avversari trovare delle linee di passaggio utili da conquistare per ricevere il pallone.
Questo aspetto ha inciso estremamente ad aumentare la difficoltà di Messi e compagni.
A fine primo tempo c’erano molti dubbi sulla tenuta fisica della Roma che aveva speso moltissimo…ma questo principio tattico è stato rispettato per tutto l’arco della gara, e allora tutto è diventato più semplice!
Atteggiamento=Follia
Veramente complimenti ai ragazzi di Mister di Francesco che non hanno avuto timore di aggredire la partita per 90 minuti, e che hanno avuto anche un pizzico di sana follia! Hanno assunto un atteggiamento ultra-offensivo che ha permesso loro di affogare tutte le ricerche di costruzione dal basso del Barcellona, spesso costretto a “buttare” la palla.
E qui la Roma costantemente era in superiorità numerica!
In italia non siamo abituati a questa filosofia, che spesso la Roma attua nel nostro campionato e che sta provando (con ottimi risultati) a proporre anche in Champions League.
A monte di tutto questo, l’elemento 1 – sistema di gioco è quello su cui ho avuto modo di ragionare maggiormente e sottolinea come, lavorando su principi e non su schemi, oggi in questo calcio così dinamico è possibile presentarsi ad un quarto di Champions League, in condizioni disperate alla vigilia, con una soluzione tattica completamente diversa.
Alzi la mano però chi pensa che la Roma anche con il 4-3-3 non avrebbe affrontato la gara con i suoi concetti, quelli che, seppur a fasi alterne, sta provando a mettere in mostra dall’inizio della stagione.
Riepilogo quindi i principi assoluti che a mio avviso si vedono a vista d’occhio e che sono, indipendentemente dal modulo tattico, un marchio di fabbrica della Roma di Mister Di Francesco:
- Linea difensiva molto alta
- Pressing Ultraoffensivo
- Verticalizzazioni continue (ricordate il primo goal di Dzeko? – vedi screen sotto)
- Aspetto Mentale: si cerca sempre di imporre il proprio gioco
Che ne pensate mister?
Aspetto il vostro commento, tattico! 🙂