Densità e ampiezza: come allenare questi principi di gioco

25 Luglio 2019

Ciao mister, in questo mio nuovo articolo per MisterCalcio.com, vorrei parlare di un argomento a me molto interessante, ovvero la differenza tra il gioco in ampiezza e la densità.

Ma procediamo con ordine!

Cosa intendiamo per ampiezza?

Credo che sia uno dei mantra di tutti gli allenatori.

Per ampiezza intendiamo il disporre la squadra (in fase offensiva) molto larga, arrivando a far posizionare i calciatori che giocano sulle corsie esterne lungo le linee laterali, coprendo tutto il campo in larghezza.

È uno dei principi cardine del gioco del calcio, che viene insegnato e proposto in tutti i corsi, sia a livello di settore giovanile che, ovviamente, per le prime squadre.

Cosa intendiamo per densità?

Si tratta di un concetto, e di uno stile di gioco, prettamente opposto a quello descritto in precedenza.

In fase difensiva ad esempio, attuare la densità significa, ovviamente, posizionare un determinato numero di giocatori affinché avvenga il recupero palla in maniera veloce, oppure per “distruggere”, o quantomeno limitare, il gioco avversario.

L’Atletico Madrid del Cholo Simeone è maestro in questa tattica di gioco, avendolo dimostrato sia nella Liga che in Champions League nelle ultime edizioni.

E la densità nella fase offensiva?

Qui apriamo un capitolo a parte.

Cosa significa attuare la densità in fase di possesso palla?

Nelle ultime stagioni sono stati tanti gli allenatori europei che hanno proposto questo stile d’attacco.

Pensiamo, ad esempio, al grande Pep Guardiola, il quale ha creato il famoso “modello Bayern” nella sua esperienza nella capitale tedesca con il club bavarese, e che poi ha portato la sua stessa filosofia al Manchester City.

Ma ancora Ernesto Valverde al Barcellona, e di recente Erik Ten Hag, con la sua squadra di ragazzini terribili dell’Ajax.

Densità offensiva in fase di transizione positiva: ad alcuni potrebbe sembrare un controsenso, perché giocare nel traffico quando si potrebbe giocare sugli esterni, allargare il gioco ed avere più spazi a disposizione?

Beh, non sempre è così.

La domanda che vi pongo è: quante volte, giocando la palla sugli esterni, soprattutto quelli di difesa, abbiamo un vantaggio per la squadra?

Facciamo un esempio pratico.

Tante volte si vede il portiere, o un difensore centrale, allargare la palla verso un compagno esterno, il quale spesso è chiuso dalla pressione offensiva avversaria, e compie un retropassaggio.

Qual è la prima regola del gioco del calcio?

Ovviamente fare goal!

Quindi, il retropassaggio sistematico quale vantaggio può portare, alla lunga?

Sia chiaro, non sto dicendo che compiere un retropassaggio sia un reato, ci mancherebbe!

I vantaggi di giocare nella zona centrale del campo

Quali vantaggi potrebbe portare una soluzione basata sulla concentrazione di tanti giocatori nella zona centrale del campo?

Proprio in questi giorni ho analizzato la partita tra Ajax e Utrecht, che ha visto i lancieri dominare il gioco e vincere per 4-1, con conseguente vittoria del campionato olandese, il 34° titolo per la squadra di Ten Hag.

L’Ajax ha espresso un calcio spettacolare, preferendo sistematicamente la soluzione centrale, con fraseggi brevi, tocchi di qualità, interscambi a centrocampo.

I due esterni offensivi, Tadic e Ziyech, entravano di continuo dentro al campo, per poi cercare la profondità sulla punta centrale, l’esperto Klaas-Jan Huntelaar.

L’Ajax, in questa maniera, ha segnato 3 delle 4 reti con cui ha sconfitto gli avversari (l’ultima è stata segnata dopo la concessione di un calcio di rigore).

Il gioco in densità, inoltre, ha un altro vantaggio, che in qualche modo lo lega al gioco in ampiezza: favorire gli esterni offensivi.

Giocando tanto in mezzo al campo può portare (e qui Guardiola ci può essere di grande aiuto) alla ricerca, nella trequarti offensiva, degli esterni, poiché si creano tanti spazi, in quanto la squadra che sta difendendo rimane concentrata nella zona centrale di campo, dove avviene l’azione offensiva.

Quante volte abbiamo visto i vari Sané, Sterling, Bernardo Silva, ricevere palla negli ultimi metri di campo e creare soluzioni pericolose?

Tantissime.

Esercitazione 4vs4 + 1 jolly per il consolidamento del possesso palla

Possesso palla 4vs4 + 1 jolly

Descrizione

In un quadrato di dimensioni di 25×25 metri, organizziamo un 4 contro 4 con 1 jolly che gioca sempre con la squadra in fase di transizione positiva.

All’interno del quadrato giocano 5 calciatori, due per squadra più il jolly, mentre gli altri quattro, due per squadra, si posizionano fuori dal quadrato, come nell’immagine.

L’azione inizia all’interno del quadrato, con la squadra in possesso palla che gioca, insieme al jolly, un 3 contro 2 in spazi ristretti.

L’obiettivo dell’esercitazione è quello di ricercare l’ampiezza sui due compagni all’esterno del quadrato dopo 6 passaggi consecutivi.

Una volta raggiunto l’obiettivo, l’azione riprende sempre dalla medesima squadra, e quindi i due compagni che in precedenza giocavano all’interno del quadrato si posizionano all’esterno.

I difensori dell’altra squadra, che in precedenza erano all’interno del quadrato, escono all’esterno, mentre i loro compagni entrano.

Avviene, quindi, un cambio di posizioni da parte di tutti i giocatori, ad eccezione del jolly, che rimane lì sino alla fine della ripetizione.

Per quanto riguarda le tempistiche, è necessario eseguire l’esercitazione con intensità, per non più di 1’30”.

Per quanto riguarda il numero di ripetizioni, l’ideale sarebbe effettuarne tante quante sono i giocatori in campo, in modo da dare ad ognuno la possibilità di fungere da jolly.

La durata dell’esercitazione, compresi i tempi di recupero, non deve superare i 20-22 minuti, ma tutto in linea generale è subordinato all’obiettivo fisico che si vuole raggiungere nella seduta.

Conclusione

Per concludere, è chiaro che per sviluppare queste trame di gioco è necessaria una certa qualità da parte degli interpreti in campo.

Mi domando perché non possiamo modificare la nostra visione del calcio, la nostra cultura calcistica, il nostro modo di leggere le partite e di insegnare i concetti di gioco ai nostri calciatori?

Tante volte, quando un allenatore, anche a livello dilettantistico, vuole modificare alcuni aspetti del gioco, viene “spacciato” per presuntuoso.

Io credo che non ci sia nulla di presuntuoso nel voler trasmettere e comunicare una filosofia improntata sul dominio della palla, sulla costruzione del gioco, sulla voglia di vincere divertendosi.

Perché il calcio è gioia!

Al prossimo articolo per MisterCalcio.com.

Ciao,

Christian Prudente.

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